Garin 2015

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Hashomer Hatzair Milano in Paris
Fra il 16 ed il 18 gennaio 2015 si è svolto a Parigi il Seminario Garin per la kvutza Horshim, prossima all’uscita dal ken. Il Garin è un incontro europeo in cui si espone annualmente agli Shomrim negli ultimi anni di studi il programma dello Shnat Hachshara. Lo Shnat è un programma dell’Hashomer Hatzair che offre la possibilità ai giovani Shomrim di trascorrere un intero anno in Israele mettendo in pratica tutto cìò che essi imparano ed insegnano per anni nei Kenim e nei campeggi.
Il programma per l’anno a venire è intenso ed interessante, include tre lunghi periodi da trascorrere in tre luoghi simbolo della società israeliana.
Per il primo periodo dell’anno la kvutza, composta da giovani da tutto il mondo, vivrà in kibbutz, a Givat Oz, dove lavorerà e seguira l’Ulpan e girerà per il paese.
Successivamente la kvutza andrà a Haifa, città simbolo della pacifica coesistenza in Israele. A Haifa la kvutza vivrà in una comuna, condividendo gli spazi e amministrando il denaro in maniera consapevole. Durante la permanenza a Haifa la kvutza proseguirà gli studi della lingua ebraica, che metterà in pratica compiendo lavori socialmente utili in ospedali, zoo e scuole. Durante questi mesi, una volta a settimana, il gruppo si recherà a Barta’a dove intratterrà attività per i bambini della scuola.
Il villaggio di Barta’a è a cavallo della green line, diviso tra Israele ed Autonomia Palestinese. Il progetto prevede l’insegnamento della lingua inglese affiancato ed un corso di teatro che permetterà ai ragazzi della scuola di tenere uno spettacolo interamente in inglese alla fine del periodo passato con i ragazzi dello Shnat.
Nell’ultimo periodo dell’anno i ragazzi si trasferiranno a Gerusalemme dove incontreranno gli altri movimenti giovanili ebraici. In questi mesi gli Shomrim si confronteranno e parteciperanno a conferenze, migliorando così le loro conoscenze anche in previsione di un possibile ritorno in Ken nei panni di Shliconim. I temi discussi sono la storia e la società israeliana, l’ebraismo, l’educazione e la formazione del gruppo.
Non posso negare che sia triste pensare che tra due soli mesi non trascorrerò più il mio sabato pomeriggio in Ken educando i chanichim, ed il mercoledì ad intraprendere lunghe discussioni ideologiche in un’atmosfera piacevole di battute e risate.
Lo Shnat è la conclusione ideale del percorso shomristico di ogni chaver in quanto consente davvero di mettere in pratica ciò che ha sempre discusso, studiato, elaborato.
Il Garin è dunque un momento nel quale i giovani Shomrim di tutta Europa trovano la possibilità di confrontarsi sul proprio futuro, non solo per quanto riguarda lo Shnat ma anche per quanto riguarda altre possibili scelte di vita in Israele ed ovunque la nostra voglia di apprendere e trasmettere ci porti.Chazak ve’Ematz, Marta, Horshim

Hashomer est Charlie

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Questa settimana l’Hashomer Hatzair Milano ha partecipato al flash-mob per dimostrare solidarietà con le vittime degli orrori di Parigi.
Abbiamo espresso un messaggio di condanna al terrorismo ed alla violenza, ed allo stesso tempo un messaggio di pace, uguaglianza e fraternità.
Tutti siamo sotto shock e lacerati da una ferita profonda, ma non siamo demoralizzati.
Come ebrei e precursori della libertà, ci sentiamo direttamente attaccati, siamo quindi in dovere di far sentire la nostra voce e di onorare le vittime di questa sanguinosa e brutale ideologia estremista.
Il sangue versato non metterà a tacere le nostre speranze per un mondo migliore, un mondo aperto al confronto e al dibattito interculturale, in cui l’individuo gode di piena libertà religiosa e politica.
Educhiamo i nostri chaverim in ken e nei campeggi ai valori del rispetto, della tolleranza e della non-violenza.
L’Hashomer deve rappresentare il punto di partenza, deve promuovere attivamente i suoi valori in un Europa dove la violenza di ogni corrente ideologica sta dilagando e prendendo il sopravvento sul dialogo pacifico e costruttivo.

Chazak ve’Ematz
Hashomer Hatzair Milano

Last week Hashomer Hatzair Milan joined a flash mob of solidarity with the victims of the wave of terror that wasted France.
We condamn terror and violence and spread a message of peace, equality and fraternity.
We are shocked and deeply wounded but we are not demoralized.
As jews and freedom lovers we feel directly attacked, then we have to get our voice heard and honour the victims of this bloody and brutal extremist ideology.
This bloodshed won’t stop our hope for a better world, a world of confrontation and iltercultural dialogue, where the individual is religiously and politically free.
We educate our chaverim to the values of respect, tollerance and non-violence.
Hashomer must promote actively its values in a Europe where any kind of violence is spreading and prevailing on the peaceful and constructive dialogue.

Chazak ve’Ematz
Hashomer Hatzair Milan

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Orfani di Rabin

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Oggi, 4 Novembre, commemoriamo l’anniversario della morte di Yitzhak Rabin. Nato nel 1922, Rabin fu Capo di Stato Maggiore e guidò l’esercito Israeliano nel trionfo della Guerra dei Sei Giorni, infine fu decisivo nella solida alleanza che lega gli Stati Uniti ed Israele.
Ma Rabin fu soprattutto uomo di pace e nonostante i forti scalpori dell’agosto 1993 per la scoperta dei negoziati segreti con l’OLP, continuò coraggiosamente a combattere la sua battaglia più importante, quella per la pace.

Gli accordi di Oslo prevedevan il riconoscimento da parte di Israele dell’OLP come rappresentante del popolo palestinese e da parte dell’OLP il riconoscimento a Israele del diritto ad esistere. Un’anno dopo gli fu consegnato il Premio Nobel per la pace insieme a Shimon Peres, e al leader Palestinese, Yasser Arafat.
L’estremismo è senza eccezioni un fenomeno negativo, perché sfocia senza accorgersene nel fanatismo.
Un destrismo ostinato ed estremo assimila ideali fascisti come un comunismo corrotto e contorto fu tragedia per milioni di individui.
Su temi delicati come la politica o la fede, nessuno può essere portatore della verità assoluta.
Il 4 novembre 1995 il sogno di una tanto aspirata pace tra Israele e la Palestina si è infranto con l’assassinio di un leader ebreo da parte di un ebreo estremista che si sentiva in diritto di agire con tale ferocia dopo l’ondata di manifestazioni con slogan violenti e l’esposizione di poster con un Rabin “hitlerizzato” o “arafateggiante”.
Ma è ancor più doloroso il fatto che l’assassino, Igal Amir, mai si è pentito ed ha continuato ad aver la stima ed il supporto di un gran numero di fanatici della stessa ideologia.
Noi chanichim dei Nesharim ricordiamo Yitzhak Rabin come un padre, un sognatore, un modello da seguire, vittima di un odio ingiustificabile che lascia orfane le speranze di un popolo intero.

Chazak ve’Ematz, Davide ed Elena, Nesharim

Manchi, Compagno – חבר אתה חסר

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Negli ultimi giorni, in tutta Israele, hanno avuto luogo diverse manifestazioni per ricordare e commemorare un terribile evento, unico nella storia dello Stato d’Israele: l’assassinio di Yitzhak Rabin.
Rabin, soprannominato “Signor sicurezza – מר בטחון” nacque a Gerusalemme nel 1922, ebbe un’educazione socialista, studiò presso la famosa Scuola Caduri e partecipò alla fondazione dello Stato di Israele arruolandosi nel Palmach (forza militare ebraica antecedente la fondazione dello stato.

Dopo la nascita di Israele continuò la carriera militare, fu Ambasciatore a Washington e fu il primo “Zabar” a diventare Primo Ministro. (Ebreo nato in Terra d’Israele, letteralmente, “fico d’India”).
Fu Capo di Stato Maggiore durante la “Guerra dei sei giorni” e insieme a Moshe Dayan neutralizzò i nemici sui vari fronti ed entrò nella parte est di Gerusalemme rimasta fino a quel momento sotto il controllo della Giordania.
Un anno dopo la guerra iniziò la sua carriera politica entrando a far parte del partito laburista ed ottenendo diversi incarichi di grande spessore.
L’apice della sua politica son però le elezioni del 1992 che vinse con il suo partito, nominando poi Ministro degli Esteri il suo eterno rivale Shimon Peres. Insieme avviarono dei negoziati diretti con l’OLP (Organizzazione per la Liberazione della Palestina) per diversi mesi tenuti però segreti al popolo.
La notizia dei negoziati, rimasti segreti per diverso tempo, fece scalpore in Israele suscitando una forte opposizione dell’ala politica religiosa di destra che inneggiava alla decadenza di Rabin anche attraverso l’utilizzo della forza.
Nonostante la forte opposizione, Rabin nel 1993 compì un atto storico per cui avrebbe poi vinto il Nobel per la pace: firmò gli accordi di Oslo con Yasser Arafat con cui Israele riconosceva l’OLP come rappresentante del popolo palestinese e l’OLP riconosceva il diritto di Israele ad esistere.
Quello che può sembrarci un enorme passo per la risoluzione del conflitto israelo-palestinese non venne accettato dall’elettorato di destra in Israele che si accanì contro Rabin paragonandolo ad un nazista e ribadendo la propria intenzione di eliminarlo dalla scena politica anche con l’utilizzo della violenza.
Tutto questo odio arrivò al culmine nel 1995, quando dopo aver partecipato ad un comizio per la pace a Kikar Malchè Israel (attuale Kikar Rabin a Tel Aviv), uscendo dal retro del palazzo del municipio, Rabin fu assassinato da un ebreo dell’estrema destra di nome Igal Amir.
La sua morte fu un evento tragico per lo stato d’Israele e al suo funerale parteciparono autorità di tutto il mondo tra cui l’allora presidente degli Stati Uniti, Bill Clinton, grande amico di Rabin.
Il processo di pace subì un duro colpo e i rapporti con l’ANP si incrinarono sempre più con conseguenti guerre che Israele dovette affrontare ed una politica chiusa al dialogo che ha sempre più inasprito i rapporti.
Per noi, giovani dell’Hashomer Hatzair, Rabin è una figura esemplare ed è un eroe perché ha dedicato la sua vita intera allo Stato di Israele servendolo con le armi e con la politica, ma soprattutto perché è stato un precursore della ricerca di una soluzione al conflitto a cui stava arrivando attraverso il dialogo. 
Nonostante egli fosse riuscito a percorrere la via del dialogo, la via più tortuosa, bastò un colpo di pistola per fermare quello che sembrava l’inizio di una pace con il popolo palestinese e il primo passo per ottenere la soluzione dei “due stati per due popoli”.
“Manchi, compagno (חבר אתה חסר)” fu slogan di molti, poche parole che rappresentano il pensiero di noi Shomrim.

Chazak ve’Ematz, Daniel, Shavit

Hashomer e Cultura

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Quest’ultima settimana ha visto per i chaverim del Ken Holit un’attività particolare: le kvutzot, a seconda della loro età, hanno visitato alcuni dei centri del sapere principali di Milano. Così mentre, i giovanissimi hanno visitato con i loro madrichim il Museo civico di Storia Naturale, i più grandi hanno potuto assistere alla mostra “Freedom Fighters” presso il Palazzo Reale.
La visita di musei e mostre assume un grande significato in un movimento educativo come il nostro, l’educazione alla cultura è importante e piacevole quando avviene con i propri amici e madrichim, tanto che da lunghi anni è presente una va’ada di bogrim che si occupa appositamente di questa, la Va’adat Tarbut.
La diffusione del sapere è per noi giovani shomrim alla base di una società libera e democratica, per questo motivo non perderemo occasione di approfondire aspetti culturali sempre nuovi che la nostra città e il nostro paese ci offrono.
Chazak ve’Ematz, Vidal, Shavit

Anno nuovo vita nuova

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Sabato 27 Settembre è stata la data del ritorno dell’Hashomer Hatzair nella quotidianità dei nostri chaverim.
Al Mifkad abbiamo contato oltre 100 Shomrim veShomrot.
I 100 chaverim non sono una novità, lo sono invece l’entrata in bogrut dei Galon, l’elezione di un nuovo Rosh Ken e il nuovo Shaliach Yahal con la moglie Tamar.
Inoltre, la moetzet dei bogrim si è riunita più volte per discutere di tante altre novità in arrivo e progetti in cantiere su cui vi terremo aggiornati.
Ma non finisce qua, vi aspettiamo quindi in Ken Sabato 11 Ottobre per scoprire tante altre sorprese.
Con l’augurio di un anno dolce e Chatima Tova,
Chazak ve’Ematz, Vidal, Shavit